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Isola di Pianosa

L'Isola di Pianosa si trova nel mar Tirreno a circa 13km a sud-est dell'Isola d'Elba e appartiene alla provincia di Livorno.

Rispetto alle altre isole che compongono l'Arcipelago Toscano Pianosa ha dimensioni medie.
Il nome dell'isola deriva dal fatto che è completamente pianeggiante (il punto più alto raggiunge i 29 metri).

La costa è a tratti rocciosa a tratti sabbiosa. La cala più grande è Cala San Giovanni (o Cala Giovanna), una suggestiva spiaggia di sabbia bianca dove sono visibili anche i ruderi di una villa romana.

Sull'Isola di Pianosa troviamo tracce dell'uomo risalenti al Paleolitico superiore.
In epoca romana l'isola viene chiamata Planasia (sempre per la forma pianeggiante) e viene usata come luogo di deportazione.
Sono visibili ancora oggi i resti una villa romana parzialmente conservata e un sistema di catacombe scavato su due livelli.

A testimonianza del fatto che l'Isola di Pianosa era inserita nelle rotte commerciali del Mediterraneo si trovano alcuni giacimenti  archeologici subacquei. Pianosa 1 e Pianosa 2 sono i giacimenti al momento individuati.
Il giacimento Pianosa 1, posto di fronte allo Scoglio della Scola, nella parte a est dell'isola, a 36 metri di profondità. Il giacimento è caratterizzato da oltre cento anfore di produzione spagnola e anfore africane.
Non è ancora chiara la provenienza del giacimento (se uno scarico di porto, se un relitto).
Il giacimento Pianosa 2 è situato fra il Porto Romano e lo Scoglio della Scarpa, nella parte nord-ovest dell'isola. E' caratterizzato da anfore olearie di produzione spagnola.

Nel 1399 l'Isola di Pianosa passa sotto il dominio di Piombino, dopo lunghi anni di dispute tra Pisa e Genova.

Nel 1858 il Granducato di Toscana istituisce la colonia penale agricola di Pianosa nella quale, in epoca moderna, sono stati detenuti soprattutto pericolosi esponenti della mafia e terroristi (come ad esempio Francis Turatello, Pasquale Barra e Renato Curcio).
Il detenuto più famoso della colonia è Sandro Pertini (futuro Presidente della Repubblica Italiana), detenuto nel 1932 per motivi politici.

Il carcere è stato chiuso nel 1998. Rimangono pochi detenuti semiliberi che lavorano alla manutenzione e alcuni agenti di polizia penitenziaria.

Il paese di Pianosa, essendo totalmente demaniale, era abitato unicamente dalle famiglie dei dipendenti del carcere che, una volta terminato il proprio servizio, lasciavano l'isola. Perciò, alla chiusura definitiva della struttura detentiva è diventato un paese fantasma.

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