Arte
  • Vincenzo Peruggia - processo per il furto della Gioconda
    Vincenzo Peruggia

Il furto della Gioconda

Grazie alla scarsa sicurezza (pare che le uniche misure di sicurezza adottate dal museo consistevano nell’aver addestrato al judo un gruppo di guardie), nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 agosto 1911 il capolavoro di Leonardo Da Vinci, la Gioconda, viene rubata (senza molta difficoltà).

Viene dapprima sospettato il poeta francese Guillaume Apollinaire (aveva dichiarato di voler distruggere i capolavori di tutti i musei per far posto all'arte nuova). Successivamente fu sospettato e interrogato anche Pablo Picasso.
Proprio quando si pensava che il capolavoro fosse andato perduto per sempre venne fuori che Vincenzo Peruggia (1881-1925), un decoratore italiano ex-impiegato del Louvre, lo aveva rubato in quanto convinto che il dipinto appartenesse di diritto all'Italia (pensava fosse stato sottratto da Napoleone durante una delle sue spoliazioni).

Nel 1913 Peruggia si reca a Firenze per cercare di vendere la Gioconda per 500.000 lire all'antiquario Alfredo Geri.
Quest'ultimo e Giovanni Poggi (allora direttore degli Uffizi) prendono in custodia l'opera per verficarne l'autenticità e, una volta appurato che non si trattava di uno dei tanti falsi in circolazione, contatta le forze dell'ordine e fa arrestare il ladro (il quale venne dichiarato "mentalmente minorato" e condannato a un anno e 15 giorni di prigione).

Oramai in Italia, la Monna Lisa venne esposta agli Uffizi, all'ambasciata di Francia di Palazzo Farnese a Roma e alla Galleria Borghese prima del suo definitivo rientro al Louvre.

Lascia da pensare la facilità con la quale il dipinto fu rubato e la dinamica curiosa.
Dopo il furto Peruggia si era nascosto in uno sgabuzzino del Louvre uscendo dal museo con il quadro sotto il cappotto. Pare che chies aiuto per uscire dal museo, essendo sparita la maniglia del portone d'ingresso. Uscito dal museo sbagliò tram e decise di prendere un taxi portandolo e nascondendolo alla fine per ventotto mesi sotto il letto di una pensione di Parigi.

Vincenzo Peruggia, il ladro della Gioconda, dichiarò di aver passato due anni "romantici" con la Gioconda appesa sul proprio tavolo di cucina.

 

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