Itinerari Culturali

I luoghi della Gioconda

La Signora Lisa ("Monna", diminutivo di "Madonna", veniva usato come l'ordierno "Signora") sembrerebbe essere Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo (da qui il nome "Gioconda").
Lisa Gherardini, detta anche Lisa del Giocondo, nata a Firenze il 15 giugno 1479 e morta a Firenze il 15 luglio 1542, apparteneva alla nobile famiglia fiorentina dei Gherardini di Montagliari.
Abitava in Via della Stufa a Firenze.

La Gioconda è uno dei primi ritratti fino ad allora realizzati a rappresentare un soggetto davanti ad un paesaggio immaginario.
Ma tale paesaggio è veramente immaginario?

Immediatamente alle spalle di Monna Lisa c'è un parapetto. Il soggetto si trova in una sorta di loggia panoramica, che affaccia però su un panorama alquanto strano.
E' un paesaggio non uniforme, un paesaggio fluviale, con picchi rocciosi e speroni.
La parte di sinistra è posta più in basso rispetto a quella destra (alcuni critici ritengono che sia stata aggiunta successivamente).

Molti esperti ritengono che il paesaggio sullo sfondo della Gioconda non sia inventato, ma che sia composto da punti precisi del paesaggio toscano.
Troviamo il punto dove l'Arno supera le campagne di Arezzo e riceve le acque della Val di Chiana.
Sulla  destra della Gioconda, sopra la spalla, vediamo un ponte. E' un ponte antico, basso, con delle arcate. Il ponte è identico al Ponte a Buriano costruito a metà del XIII secolo e ancora oggi esistente (sopra le sue arcate passa l'antica via Cassia che collega Roma, Chiusi, Arezzo e Firenze).
Leonardo Da Vinci conosce bene questa zona (avendola studiata a fondo) e questo ponte, avendo dipinto anche il bacino idrico della Val di Chiana tra il 1502 e il 1503 (e in questo dipinto è presente proprio il Ponte a Buriano).

Sul lato sinistro della Gioconda, si vede un corso d'acqua che si infila in una stretta gola.
Si pensa sia la Gola di Pratantico, poco distante dal ponte, dove l'Arno riceve le acque di un immissario, il canale della Chiana.

Sempre sulla sinistra si possono osservare dei rilievi verticali e aguzzi. Potrebbero essere i calanchi, delle formazioni rocciose createsi con l'erosione delle piogge nei millenni.
Queste formazioni rocciose si ritrovano anche in altri dipinti di Leonardo.

Proprio grazie ai suddetti elementi individuati (Ponte a Buriano, Gola di Pratantico e i calanchi) gli studiosi hanno ricostruito con il computer la prospettiva di osservazione, il punto cioè dal quale Leonardo avrebbe guardato questa scena.
Il risultato è il Borgo di Quarata, che all'epoca forniva un ottimo punto di osservazione grazie al castello (oggi scomparso).

Naturalmente, anche se la ricostruzione regge, si tratta solamente di ipotesi.
Infatti altri esperti affermano che i paesaggi siano prealpini e non aretini, nelle vicinanze di Lecco, delle Paludi Pontine. Altri ritengono possa essere il paesaggio di Montefeltro (nell'antico Ducato di Urbino). Altri ancora addirittura di vari luoghi visitati da Leonardo Da Vinci nei suoi spostamenti e nel corso della sua vita.
Recenti ipotesi affermano che il paesaggio venne ricavato con la camera oscura leonardiana e che quindi vada letto attraverso uno specchio. In questo caso il riflesso potrebbe somigliare al profilo della Corna Trentapassi (Lago di Iseo).

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