Flora
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Castagno

Il castagno europeo (quello che è presente in Toscana) è un albero a foglie caduche.
Gli esemplari che conosciamo oggi sono spesso innesti di castagni europei con castagni giapponesi o ibridi delle due specie (negli ultimi decenni infatti è stato spesso introdotto, per motivi fitopatologici, il castagno giapponese).

Il castagno ha sempre avuto molteplici utilizzi (dal consumo dei frutti alla produzione del legname).
In passato il consumo di castagne e soprattutto la produzione della farina di castagne ha rappresentato un'importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali degli ambienti forestali montani (attualmente l'utilizzo della farina di castagne è più che altro limitato ad un impiego nell'industria dolciaria).

Le castagne vengono ancora oggi utilizzate per la produzione di dolci tipici come il castagnaccio e il panmorone (dolce ligure).
Le castagne di alta qualità vengono utilizzate per la produzione industriale di confetture e marron glacé.

La corteccia e il legno del castagno sono stati molto utilizzati nelle concerie toscane (vista la presenza di tannini), poi sostituiti con legni di scarto.
Il legno di castagno è durevole e resistente all'umidità (attualmente utilizzato per l'industria del mobile, in passato veniva usato a più ampio raggio per la realizzazione di travi, pali, infissi, doghe per botti e cesti).

La pianta del castagno è una pianta mellifera.
Il miele di castagno ha una colorazione variabile dall'ambra al bruno scuro, retrogusto amaro, è particolarmente ricco di fruttosio e polline e vede una grossa produzione sul versante tirrenico degli appennini.

Il castagno viene usato in erboristeria per la cura della pelle e per le proprietà antisettiche e sedative della tosse delle sue foglie.

A Camaldoli si trova il Castagno Miraglia (dedicato a Elena Miraglia, moglie del Direttore Generale del Ministero dell'Agricoltura alla fine dell'Ottocento), un castagno monumentale che ha un'età presunta di 400 anni. E' uno degli esemplari più notevoli in Toscana, con una circonferenza alla base di 8,8 metri e un'altezza di 19 metri.

Il castagno è frequentemente citato nella letteratura toscana (sia come soggetto dell'opera, sia come elemento di sfondo del contesto).
Giovanni Boccaccio ad esempio cita il castagno nel Decameron come elemento del paesaggio rurale affiancandolo all'olivo e al nocciolo, mentre Giosuè Carducci lo cita nell'ode Piemonte. Italo Calvino (che vogliamo considerare "toscano acquisito" negli ultimi tempi della sua vita e sepolto nel cimitero-giardino di Castiglione della Pescaialo) lo sua come elemento figurativo rappresentativo del paesaggio boschivo in un racconto di Ultimo viene il corvo.

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