Tradizioni
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Halloween

Halloween (o Hallowe'en) è una festività che si celebra la notte del 31 ottobre e rimanda a tradizioni antichissime di origine celtica.
La parola Halloween è segnalata per la prima volta nel XVI secolo, ed è sostanzialmente una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Eve, cioè la notte prima di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows Day, moderno All Saints).

In passato diffusissima negli Stati Uniti, oggi è diffusa in diversi paesi del mondo, tra cui l'Italia.
In Italia i bambini vestiti in costume o truccati (vanno di moda vampiri, streghe zombie e simili) vanno in giro per le strade del quartiere, entrano nei palazzi, bussano alle porte e al "malcapitato" che apre dicono la frase "dolcetto o scherzetto?" (negli Stati Uniti la frase usata è "trick or treat?"). E se non vengono dati in regalo dolci o biscotti i bambini eseguono qualche scherzo (tipo lanciare coriandoli o stelle filanti in segno di protesta).

Un elemento tipico della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, tradotta sotto forma di immagini macabre tra cui le grandi zucche intagliate a mano di jack-o'-lantern (i Jack-o'-lantern venivano ricavati da grandi rape, barbabietole e cavoli rapa prima dell'introduzione della zucca dall'America).

Ma in realtà, sebbene la tradizione sia arrivata in Toscana e nella penisola importata, come tante altre mode più o meno discutibili, dagli Stati Uniti, troviamo tracce di usanze antiche molto simili in alcune parti d'Italia.
Ad esempio in Sardegna, dove la festa è conosciuta come Is Animeddas, Su Candeleri, Su mortu mortu, Su Peti Cocone, Su Prugadoriu o Is Panixeddas a seconda delle zone, e la tradizione prevede anch'essa di andare per le case a chiedere del fare del bene per le anime dei morti. E troviamo anche l'usanza di intagliare le rape e esporle illuminate con lumini durante la notte dei morti (vi ricorda niente?).
Ad Orsara di Puglia (provincia di Foggia), la notte tra l'1 ed il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti ad ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) per illuminare la strada di casa ai cari defunti che giusto in quella notte tornano a far visita. Sulla brace di questi falò viene cucinata della carne che viene condivisa con gli amici e i vicini in strada e offerta ai passanti. Nella giornata dell'1, nella piazza principale, si svolge, inoltre, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio).

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