Letteratura

Cecco Angiolieri

Cecco Angiolieri
Nasce a Siena nel 1260 circa
Muore a Siena nel 1312

Cecco Angiolieri è stato un poeta e scrittore italiano, contemporaneo di Dante Alighieri.

Appartenente alla storica casata nobiliare molto ricca degli Angiolieri, morì però con molti debiti.
I suoi cinque figli rinunciarono all'eredità perchè gravata da troppi debiti.

Presentato dai Romantici come uomo ribelle, fu poi rivendicato dai critici contemporanei solo come uomo dalla vita avventurosa.
Guelfo contro i Ghibellini molto spesso colpito da condanne e multe. Ad Arezzo, dove militava come alleato dei fiorentini, pare abbia conosciuto Dante Aliglheri, al quale indirizzò il sonetto numero 100. Allontanato poi da Siena a causa di un bando politico, Cecco Angiolieri si oppose ad ogni forma politica e si proclamò una persona libera e indipendente (il sonetto già citato testimonierebbe in quel periodo la rottura fra Cecco e Dante).

La sua poesia si caratterizza per anticlericalismo e rappresentazione realistica e schietta dell'amore e della sessualità.
Mentre il "Dolce Stil Novo" rappresentò l'amore con grande delicatezza ed eleganza, Cecco Angiolieri fu irriverente e scrisse versi molto provocatori che elogiavano sempre le passioni terrene.
Si ricorda a tal proposito il celebre sonetto "S'i' fosse foco" di tradizione goliardica e improntata sulla dissacrazione delle convenzioni.

Ebbe come ideale di vita solo tre cose: la donna, la taverna e il dado (parole dello stesso Angiolieri).
Egli perciò si colloca all'interno della scuola dei "poeti giocosi".

Tra le opere ricordiamo:
Il Canzoniere
Le Rime (raccolta ordinata dei suoi vari componimenti poetici)


(un grande ringraziamento a Paola Sessa per la paziente ricerca)

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