Equitazione
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Dressage

Il Dressage ha lo scopo di mettere in evidenza le andature naturali e l'attitudine del cavallo che deve esprimersi con eleganza ed in completa sintonia con il proprio cavaliere.
Nelle gare, che si svolgono all'interno di un rettangolo di gara delimitato ai lati da una bassa recinzione sul cui perimetro sono posizionate delle lettere che servono come riferimento, il binomio è chiamato ad eseguire una "ripresa", cioè una sequenza di movimenti prestabiliti.
Ogni "figura" che il binomio esegue viene valutata da pi๠giudici con un punteggio espresso in percentuale del massimo ottenibile.
Il livello di difficoltà  varia a seconda della complessità  delle figure richieste e le gare pi๠importanti sono il "Grand Prix Special", una ripresa con movimenti obbligatori, e il "Free Style" in cui è il concorrente che sceglie l'ordine dei movimenti che verranno eseguiti con un accompagnamento musicale.

La lunga e variegata tradizione del dressage affonda le proprie origini fin nell'antica Grecia. Nel 18° secolo, il dressage classico toccò i suoi massimi vertici con la creazione della famosissima Scuola Spagnola di Vienna (1729).

La prima competizione internazionale ebbe invece luogo a Torino, nel 1902.
Il Dressage fu introdotto nei Giochi Olimpici nel 1912 a Stoccolma.

Cos'è il dressage
Il Dressage rappresenta l'arte dell'addestramento del cavallo finalizzato all'impiego sportivo. Il dressage è essenzialmente una disciplina "trasversale" nel senso che è propedeutica e indispensabile alla pratica di tutte le attività equestri. Tutte infatti debbono seguire un iter addestrativo basato sul "lavoro in piano", che risulta indispensabile per la preparazione e perfezionamento atletico, finalizzato a raggiungere un primato sportivo in qualunque settore.

Gli esercizi, movimenti e figure, fino a livello medio ("r iprese M"), sono da considerarsi parte integrante di un iter addestrativo generale e solo i livelli superiori sono da considerarsi specializzazione nella specifica disciplina del dressage.

La pratica del lavoro in piano è per tanto comune a tutte le discipline, anche non olimpiche e si traduce a livello sportivo in test di verifica dello stato di addestramento raggiunto. (livello E,F,M,D). Ogni livello corrisponde ad una tipologia di difficoltà correlata tecnicamente con i gradi di preparazione richiesti nelle altre discipline ( es. una ripresa livello F corrisponde al grado di addestramento richiesto in una ctg 4 di completo, o alla preparazione atletica necessaria ad affrontare un percorso di salto ostacoli ctg C115-120.) L'attenzione posta in maniera sempre maggiore sulla tutela della salute del cavallo passa attraverso la verifica di un corretto addestramento, che produce la necessaria preparazione atletica e fisica, condizioni necessarie per affrontare le difficoltà agonistiche senza incorrere in traumi sia fisici che psicologici. Anche da questo punto di vista la disciplina de dressage assume una notevole importanza avendo da sempre definito un iter addestrativo (scala del Training) che stabilisce i vari step di progressione nel pieno e costante rispetto della integrità fisica e psicologica del cavallo.

Le riprese di addestramento sono pertanto test che, soprattutto per i gradi superiori, possono essere impiegate come verifica del livello raggiunto prima del passaggio al livello superiore. Nelle competizioni di dressage, al binomio viene richiesto di eseguire a memoria una serie di movimenti predeterminati, conosciuti come figure (volte, serpentine, otto…). Il campo gara consiste in un rettangolo perfettamente piano che misura 20 x 60 ed è delimitato da una staccionata molto bassa sulla quale sono disposte 12 lettere, simmetriche tra loro, che indicano il punto esatto in cui deve avere inizio l, o deve concludersi la figura stessa. L'alta qualità della prova è sottolineata dalla libertà e regolar ità delle andature, dalla leggerezza e fluidità dei movimenti.

Alla parte puramente tecnica si affiancano le categorie Free Style che comprendono riprese libere con coreografia e accompagnamento musicale scelto dal cavaliere o spesso realizzato appositamente. Queste costituiscono uno dei momenti più spettacolari delle prove in rettangolo. "Lo scopo di questa nobile e utile arte è esclusivamente rendere i cavalli morbidi, rilassati, complici e obbedienti e far loro abbassare i posteriori, qualità senza la quale un cavallo – sia esso impiegato per scopi militari, caccia o dressage – non sarà né comodo nei suoi stessi movimenti né piacevole da montare”Francois Robichon de la Gueriniere (1688-1751).

Un po' di storia
La lunga e variegata tradizione del dressage affonda le proprie origini fin nell'antica Grecia: il primo lavoro noto scritto con riferimenti al dressage è del generale Xenofonte (430-354 aC), considerato fondatore della disciplina. Con il disintegramento dell'antica Grecia, l'arte equestre scivolò lentamente nell'oblio e non riguadagnò lustro fino al 16esimo Secolo, con il Rinascimento italiano. Un'accademia equestre fu fondata a Napoli nel 1532 e gli insegnamenti che vi venivano impartiti dilagarono fino oltre i confini della Francia del periodo Barocco. Il Manège Royal, scritto nel 1632, concentrava i propri contenuti sulla comprensione del carattere del cavallo e su come conquistare la sua cooperazione. Nel 18esimo secolo, il dressage classico tocco i suoi massimi vertici con la creazione della famosissima Scuola Spagnola di Vienna (1729), che gettò le basi per la disciplina come la conosciamo oggi. A dispetto del fatto che il dressage, nel corso dei secoli, non ha mai mancato di attrarre folte schiere di appassionati e tecnici, la prima competizione si tenne a Vienna solo nel 1973.

La prima competizione internazionale ebbe invece luogo a Torino, nel 1902, dove si sono svolti questo anno (2007) i Campionati Europei Senior. Il dressage fu introdotto nei Giochi Olimpici nel 1912 a Stoccolma, quando gli stessi Giochi ebbero il loro moderno debutto.


 

 

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