Itinerari cinematografici
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La vita è bella

La vita è bella (1997) è un film diretto e interpretato da Roberto Benigni.

Il film ha ricevuto tre Oscar:
- migliore colonna sonora
- miglior film straniero
- miglior attore protagonista

Al contrario dei precedenti film di Roberto Benigni, sempre discussi e analizzati in maniera controversa, La vita è bella fu un completo successo a livello di critica.
Il successo è confermato anche al botteghino. La vita è bella è il quarto film maggiore incasso di sempre tra i film visti in Italia, e il film italiano con il maggior incasso della storia avendo incassato 229.900.000 dollari in tutto il mondo, a fronte di un costo di 15 miliardi di lire.
E' inoltre il secondo in graduatoria fra i film non di lingua inglese più visti negli USA.

Il film è stato girato tra il novembre 1996 e l'aprile 1997 tra Arezzo, Castiglion Fiorentino, Cortona, Montevarchi (Roma e Pagigno - Terni -).

LOCATION
Arezzo
- Piazza Grande (o Piazza Vasari)
- Via Borgunto
- Piaggia San Martino
- Via Garibaldi
- Piazza della Badia (Istituto Tecnico Commerciale Michelangelo Buonarroti)
- Via Porta Buia (Istituto Statale Vittoria Colonna)
- Piazza San Francesco

Castiglion Fiorentino
- Via Trento

Cortona
- Piazza Signorelli (Teatro Signorelli)

Montevarchi
- Via del Pestello (Villa Masini)


COLONNA SONORA
La colonna sonora è di Nicola Piovani (Oscar alla migliore colonna sonora).
Il brano La vita è bella è stato successivamente ripreso (con l'aggiunta del testo) dalla cantante israeliana Noa, con il titolo di Beautiful That Way.

Le tracce sono:
- Buon Giorno Principessa
- La vita è bella
- Viva Giosuè
- Grand hotel valse
- La notte di favola
- La notte di fuga
- Le uova nel cappello
- Grand hotel fox
- Il treno nel buio
- Arriva il carro armato
- Valsa Larmoyante
- L'uovo di struzzo-Danza etiope
- Krautentang
- Il gioco di Giosuè
- Barcarola
- Guido e Ferruccio
- Abbiamo vinto (titoli di coda)


 

CURIOSITA'

  • Il titolo del film è tratto da una frase del testamento di Lev Trotsky (politico e rivoluzionario russo). La frase intera è: « La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore. »
  • Il numero della divisa indossata da Guido nel campo di lavoro è lo stesso indossato da Charlie Chaplin ne Il grande dittatore.
  • Per la gag dello scambio di cappelli, probabilmente Roberto Benigni ha preso spunto da La guerra lampo dei Fratelli Marx nella scena tra Harpo, Chico e il venditore di limonate.
  • Sono presenti alcuni tributi a Massimo Troisi, grande amico e collega di Roberto Benigni. Uno è quello della scena del teatro dove Benigni cerca di far girare la maestra con la "telepatia" dicendo "voltati, voltati..." (scena ripresa da "Ricomincio da tre", film in cui Troisi cerca di far avvicinare a sè un vaso utilizzando la telecinesi). Il secondo tributo è la celebre scena in cui Benigni per incontrare la maestra percorre tutto il quartiere in corsa sfinendosi (in "Ricomincio da tre" Troisi per incontrare Fiorenza Marchegiani gira di corsa intorno al palazzo).
  • I figli della persona con cui Guido (Benigni) si scambia il cappello, si chiamano in ordine Benito e Adolfo (indovinate in "onore" di chi?)
  • La scena in cui Guido all'interno del campo di concentramento parla al microfono facendo sentire la sua voce alla moglie è forse un riferimento al film "Le ali della libertà" il cui protagonista, il carcerato Andy Dufresne, diffonde musica classica dagli altoparlanti del carcere e tutti i detenuti si fermano ad ascoltare alzando gli occhi al cielo, esattamente come nel film di Roberto Benigni.
  • Roberto Benigni dichiarò: «Questo film, che si chiama La vita è bella, mi è venuto fuori, ma con emozione, tanto che mi ha fatto tremare tutte le costole del costato, ma anche a girarlo, ma bello, bello, è un film che l'ho fatto in meno di una notte».
  • Roberto Benigni confessa che durante le riprese ebbe qualche esitazione: «La gente mi diceva di fare attenzione perché era una idea molto estrema, temevo di offendere la sensibilità dei sopravvissuti. Lo so che tragedia sia stata, e sono orgoglioso di aver dato il mio contributo sull'Olocausto e sulla memoria di questo terrificante periodo della nostra storia. Io non sono ebreo, ma la storia appartiene a tutti».
  • Il campo di concentramento che si vede nel film è in realtà una vecchia fabbrica dismessa nei pressi di Terni (Papigno) che fu riadattata come lager per le riprese. Nella realtà Guido fu portato al lager di Greis - Zona Industriale di Bolzano (è ben visibile il punto dove strada, fiume Isarco e ferrovia corrono attaccati prima di entrare nella piana di Bolzano).
  • Il carro armato oggetto del "premio" promesso al figlio è un M4 Sherman americano concesso per le riprese dal museo "Piana delle Orme" di Latina.
  • Roberto Benigni si avvalse della consulenza dello storico Marcello Pezzetti e di Shlomo Venezia, sopravvissuto di Auschwitz, che a quei tempi era uno dei Sonderkommando, cioè quelle unità speciali che avevano il compito di estrarre i corpi dalle camere a gas e cremarli. In seguito tutti i Sonderkommando vennero uccisi per mantenere il segreto sull'Olocausto. Venezia fu uno dei pochissimi sopravvissuti: se ne contano una dozzina nel mondo.

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