Calcio in Costume
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Calcio Storico Fiorentino - Cenni Storici

In diverse culture antiche si trovano tracce di pratiche di sport nei quali venivano utilizzati corpi sferici di varie misure.
Gli antichi Greci praticavano un gioco chiamato Sferomachia, successivamente adottato dai Romani e ribattezzato in “Harpastum”.
Nell'Harpastum si affrontavano due squadre con numero equivalente di giocatori su terreni sabbiosi.
La competizione era dominata da continui corpo a corpo mirati al possesso della palla portandola, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, oltre il campo dell'avversario.
Vista la forza e la resistenza richieste l'Harpastum veniva giocato soprattutto tra i legionari (pare come metodo di allenamento per guerrieri). Ed è proprio grazie al legionari, che si muovevano per motivi bellici nei territori di dominazione romana, che il gioco vide un'ampia diffusione nel vasto Impero Romano.
Il calcio fiorentino è il discendente diretto di questo gioco romano.

Nonostante la popolarità del gioco le prime fonti nelle quali troviamo traccia risalgono al tardo medievo (fine '400).
Persino nella Divina Commedia di Dante Alighieri, scritta secondo i critici tra il 1304 e il 1321, che, come sappiamo, costituisce una vera e propria enciclopedia degli usi e costumi di quell'epoca, non se ne trova traccia.

In ogni caso è cosa cerca che dalla seconda metà del '400 i giovani fiorentini praticavano il calcio storico in ogni strada o piazza della città (proprio come avviene oggi con il calcio).
Era talmente popolare che nel gennaio del 1490 fu delimitato un campo sull’Arno (visto che era completamente ghiacciato) e furono disputate diverse partite.
Per problemi di ordine pubblico però il calcio cominciò ad essere praticato soprattutto nelle piazze più importanti della città.
Durante il dominio dei Medici il gioco assunse un vero e proprio profilo di sfida tra i fiorentini.
I giocatori (denominati i “calcianti”) che riempivano le fila delle squadre erano più che altro nobili (tra loro se ne ricordano alcuni divenuti successivamente papi), personaggi illustri e provenienti dalle casate più importanti di Firenze. I calcianti, di età compresa tra i 18 e i 45 anni, usavano indossare sfarzose livree (da qui il nome “calcio in livrea” o “calcio in costume”).

Le partite avevano luogo soprattutto nel periodo del Carnevale (da ricordare la partita giocata il 17 febbraio 1530 quando i fiorentini, sotto assedio delle truppe di Carlo V, vollero dimostrare sfrontatezza e totale noncuranza mettendosi a giocare a calcio in piazza Santa Croce.

Dal '700 in poi il calcio storico fiorentino scomparì, almeno in ambito di organizzazioni ufficiali.

L'ultima partita ufficiale di cui si ha notizia venne disputata nel gennaio del 1739 nella piazza di Santa Croce, alla presenza di Maria Teresa, futura imperatrice d'Austria.

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