Cenni storici
Cenni storici
  • Alluvione di Firenze
    Veduta da Piazzale Michelangelo
    Gli Angeli del fango
  • Piazza Duomo
    Lungarno
    Gli Angeli del fango 1
  • Crocifisso di Cimabue distrutto
    Palazzo Vecchio
    Santa Croce allagata
  • Santa Croce pochi giorni dopo l'alluvione
    Piazza del Carmine
    Santa Maria del Fiore
  • Piazza del Carmine 1
    Lungarno 1
    Alluvione di Firenze 1
  • Alluvione di Firenze 2
    Crocifisso di Cimabue
    Palazzo Vecchio
  • Bagnini

Alluvione di Firenze - 4 novembre 1966

L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, quella maggiormente conosciuta, è l'ultima di una serie di alluvioni e straripamenti del fiume Arno che, durante i secoli, hanno visto coinvolta la città di Firenze.

Già negli ultimi giorni di ottobre si susseguono una serie di violente e lunghe precipitazioni.
I primi giorni di novembre la pioggia è continua e incessante.
Visto che solitamente le piene del fiume Arno, del fiume Bisenzio e del fiume Ombrone (oltre che dei corsi d'acqua minori) avvenivano in autunno, sebbene il 3 novembre la pioggia è aumentata nessuno si preoccupa più di tanto.

Anzi, i fiorentini si preparano alla (allora) festa nazionale dell'anniversario della vittoria della Prima Guerra Mondiale, il 4 novembre appunto.
La festa comunque contribuisce a salvare diverse vite, visto che in pochi si recano a lavoro e i campi non sono popolati da molti contadini.

All'una di notte del 4 novembre l'Arno straripa in località La Lisca, nel comune di Lastra a Signa.
A Firenze polizia, Genio Civile, giornalisti, sindaco e prefetto assistono all'innalzamento del livello del fiume.
A questo punto la scelta è se dare l'allarme a tutta la città (suonando tutte le campane) o sperare che non succeda niente.
Per non creare panico si sceglie di attendere.
Nel giro di un'ora , un'ora e mezza, esplodono una dopo l'altra le fogne della città. La pressione è troppo forte.
Ora dopo ora l'Arno straripa in più punti ed è l'allagamento.
Firenze si allaga pian piano e alle 20 di sera il livello dell'acqua per le strade raggiunge circa i 6 metri di altezza.

Anche se si ricorda l'alluvione di Firenze c'è da ricordare che l'acqua sommerse anche gran parte della periferia, ad esempio i quartieri di Rovezzano, Brozzi, Peretola, Quaracchi, e si estese anche a svariati centri del Casentino e del Valdarno in Provincia di Arezzo, del Mugello (dove straripò anche il fiume Sieve), alcuni comuni periferici come Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Lastra a Signa e Signa (dove strariparono i fiumi Bisenzio ed Ombrone Pistoiese e praticamente tutti i torrenti e fossi minori) e varie cittadine a valle di Firenze, come Empoli e Pontedera.

Le campagne rimasero allagate per giorni, e molti comuni minori risultarono isolati e danneggiati gravemente.
Nelle stesse ore un'altra devastante alluvione causò lo straripamento del fiume Ombrone, colpendo una parte estesa della Maremma e allagando completamente la città di Grosseto.

L'ondata di maltempo colpì anche diverse altre città d'Italia causando numerosi danni.

La quantità d'acqua che aveva colpito Firenze era stimata in circa 250-400 milioni di metri cubi.

Sebbene la Prefettura fissò successivamente in 34 il numero delle vittime (17 a Firenze e 17 nei comuni della provincia) ad oggi continuano ad esserci dubbi sul reale numero dei morti.


I danni al patrimonio artistico
I magazzini della Biblioteca Nazionale Centrale furono sommersi. Migliaia di volumi (tra i quali preziosi manoscritti e rare opere a stampa) furono coperti di fango o corrosi dalla nafta presente nei serbatoi degli impianti di riscaldamento.
Il Crocifisso di Cimabue, conservato nella Basilica di Santa Croce, pur successivamente parzialmente recuperato con un importante restauro viene danneggiato gravemente e praticamente perduto all'80%.
La Porta del Paradiso del Battistero di Firenze fu sfondata dalle acque e dalle ante si staccarono per il violente urto quasi tutte le formelle del Ghiberti.
Incalcolabili i danni ai depositi degli Uffizi.

I segni sui palazzi e sui monumenti
La nafta del riscaldamento segno il livello raggiunto dalle acque su tanti monumenti.

Gli Angeli del fango
Nei primi giorni gli aiuti arrivarono quasi completamente dal volontariato.
Un vero e proprio esercito di volontari provenienti da diverse nazioni arrivano a Firenze per contribuire al salvataggio di opere d'arte e i libri, strappando al fango quelle testimonianze di secoli di Arte e di Storia. 

L'alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile.
Come dicevamo in precedenza, i cittadini non furono avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava a mettere al riparo i gioielli delle loro botteghe.
Le notizie arrivarono con grande ritardo e i media cercarono di minimizzare sulla vera entità del disastro.
Il governo iniziò a muoversi solamente 6 giorni dopo e l'unico aiuto finanziario furono 500.000 lire a fondo perduto ai commercianti (recuperate con il consueto aumento delle accise sulla benzina).
Le case automobilistiche offrirono a chi aveva perso l'auto uno sconto del 40% per comprarne una nuova e una "supervalutazione" di 50.000 lire per i resti della macchina alluvionata.
Il regista Franco Zeffirelli diede un forte contributo con un documentario dal titolo "Per Firenze" che comprendeva un accorato appello in italiano dell'attore gallese Richard Burton.

Un grande contributo fu dato dalla città di Prato e dai comuni della Versilia (che misero a disposizione pattini, gommoni e bagnini), da altri comuni e città italiane (in particolare le "rosse" umbre e emiliane)

Ilarità fiorentina
I fiorentini, conosciuti come un popolo allegro e ilare, anche in questa occasione non si smentì.
In differenti modi e in diverse occasioni si scherzò sul disastro.
Alcune trattorie distrutte (e parzialmente riaperte) esposero cartelli con scritto "oggi specialità in umido".
Diversi negozi devastati annunciavano cartelli con frasi del tipo: "ribassi incredibili, prezzi sott'acqua!", "Vendiamo stoffe irrestringibili, già bagnate".
Fino ad arrivare al cinema (ricordiamo Amici miei atto II).
Lo spirito fiorentino si trovò anche nel Natale subito successivo. Il centro storico di Firenze fu addobbato con alberi decorati con resti dell'alluvione.


 

tag

location

    Galleria Fotografica

    • Alluvione di Firenze
    • Veduta da Piazzale Michelangelo
    • Gli Angeli del fango
    • Piazza Duomo
    • Lungarno
    • Gli Angeli del fango 1
    • Crocifisso di Cimabue distrutto
    • Palazzo Vecchio
    • Santa Croce allagata
    • Santa Croce pochi giorni dopo l'alluvione
    • Piazza del Carmine
    • Santa Maria del Fiore
    • Piazza del Carmine 1
    • Lungarno 1
    • Alluvione di Firenze 1
    • Alluvione di Firenze 2
    • Crocifisso di Cimabue
    • Palazzo Vecchio
    • Bagnini

    Torna all'elenco

    Copyright© by Itinerari in Toscana | P.iva 01776560979 | Web www.itinerarintoscana.it | Email staff@itinerarintoscana.it